Chiesa di San Giacomo

Architettura e monumenti

Un’antica chiesa rurale immersa nella campagna, testimone di fede popolare e tradizioni millenarie


Nella campagna di Siliqua, in località Zinnigas, sorge la Chiesa di San Giacomo: un piccolo edificio che conserva intatto il fascino delle architetture rurali sarde, quelle costruite per servire comunità sparse tra campi e pascoli, lontane dai centri abitati.

Qui il tempo sembra essersi fermato. Attorno alla chiesa, il silenzio della campagna è interrotto solo dal vento e dal canto degli uccelli. Due antiche fonti, sa mitza de santu Iaccu e sa mitza de Danielli, sgorgano ancora nelle vicinanze, come secoli fa.


Le origini medievali


La chiesa apparteneva a un antico centro abitato di epoca medievale. Nelle vicinanze sono ancora visibili i ruderi di un convento, costruito probabilmente dai monaci vittorini di Marsiglia intorno all’XI secolo, gli stessi che hanno lasciato tracce profonde nel patrimonio religioso della Sardegna. Il nucleo originario dell’edificio, di forma rettangolare con l’altare rivolto a est, risale a quell’epoca. Le murature in pietrame, dove ancora si intravedono conci ben lavorati, testimoniano un’architettura semplice ma solida, pensata per durare nel tempo.


L’architettura rurale


La facciata attuale, con il portale ad arco sormontato da una finestrella ottagonale e un campanile a vela, risale alla prima metà del Seicento. Davanti all’ingresso si sviluppava un loggiato con pilastri quadrangolari, tipico delle chiese campestri sarde: uno spazio di sosta e riparo per i fedeli che giungevano da lontano. L’interno, a navata unica, conserva la semplicità delle origini. Come in tutte le chiese campestri, non ci sono banchi ma sedili in muratura lungo le pareti. Un’antica acquasantiera reca un’iscrizione, oggi solo parzialmente leggibile.


La preghiera contro le tempeste


Fino agli anni Trenta del Novecento, San Giacomo veniva portato in processione insieme a Santa Barbara. Entrambi i santi erano invocati per proteggere raccolti e bestiame dalle tempeste, con un’antica preghiera in lingua sarda: “Santa Brabara e Santu Iaccu, bosu portais is crais de lampu…”. Ancora oggi, nel mese di maggio, la chiesa torna a vivere per i festeggiamenti tradizionali.


Informazioni per la visita


Come raggiungerla: Lungo la SP 2 in direzione Villamassargia, dopo circa 5 km dalla rotonda per il Castello di Acquafredda, svoltare a sinistra su strada sterrata e proseguire per 600 m


Orari: La chiesa è generalmente chiusa. Per visite contattare il Comune di Siliqua.


Periodo consigliato: Maggio, durante i festeggiamenti.



SP2, 09010 Siliqua SU +39 07 817801200 info@comune.siliqua.ca.it Sito web

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